Escursioni
Sentiero Didattico
Le Carbonaie
(Durata: 3 ore),
un viaggio nel tempo alla scoperta degli ultimi carbonai presenti che realizzano il carbone vegetale di legna.
Da Tribbio si scende verso Villa dove inizia la strada in breccia che caratterizza il tratto iniziale del percorso. Nei pressi del paese, all'interno di piccole capanne in lamiera, si possono osservare le testimonianze di un mestiere ormai al tramonto: le carbonaie. Nel profumo acre del fumo si continua per entrare nel bosco, l'ambiente originale dove in passato i carbonai trascorrevano gran parte del loro tempo. Lungo il cammino si possono osservare delle ricostruzioni delle carbonaie nelle diverse fasi di lavorazione, così il visitatore percorrendo l'anello può ricostruire una carbonaia nella sua mente.
Accanto alla conoscenza dei metodi e degli strumenti utilizzati dai carbonai si possono riconoscere i protagonisti di questo territorio, quali il carpino nero, il leccio, la roverella che formano il bosco sul Monte Petrella e su tutta la zona circostante. Delle tabelle descrittive aiutano il riconoscimento anche di altre specie floristiche e faunistiche tipiche, come per esempio l'orniello, il ligustro, il corniolo, lo scotano per le prime e il cinghiale, il falco pellegrino per le seconde.
L'anello si chiude raggiungendo Villa da sud, percorrendo la strada che conduce anche al percorso della Grotta dei Frati.
L'aula verde di Rio Vallone
(Durata: 3 ore),
un percorso suggestivo e facilmente percorribile alla scoperta dei diversi ecosistemi presenti nel Parco dei Sibillini e delle attività sostenibili che l'uomo ancora svolge in perfetta armonia con l'ambiente.
Da Palazzo Simonelli aTribbio si scende per immettersi in un breve percorso che attraversa un bosco di carpino nero. Subito si entra in contatto con l'ambiente naturale di questi territori osservando in silenzio la vita floristica e faunistica. Sotto l'ombra di carpini, roverelle, lecci e ornielli spuntano ciclamini, asparagi, pungitopo e tant'altro. Nelle stagioni umide si possono osservare le tracce lasciate dall'abitante tipico di questi boschi, il cinghiale.
Uscendo dal bosco sopraggiunge il profumo acre del fumo proveniente da piccole capanne all'interno delle quali sono in piena attività le carbonaie. Con un po' di fortuna qui si possono incontrare i pochi carbonai che rimangono e farsi raccontare direttamente come si fa il carbone e come essi conducono la loro vita.
Si prosegue lungo il torrente Vallone per immettersi nelle gole scavate nel tempo e osservare come la vegetazione cambia con l'aumentare dell'umidità. Infatti ci lasciamo alle spalle i lecci, alberi tipici dell'ambiente mediterraneo, per trovare salici e pioppi, piante tipiche di un ambiente fluviale. Nella gola si entra in contatto con l'ambiente fluviale andando a scovare sotto i sassi i macroinvertebrati che vivono nell'acqua e se si è fortunati si può scorgere sulla parete della gola il falco pellegrino.
Tornando indietro si fa una pausa sull'area attrezzata con panche e tavoli, per poi proseguire verso Villa e da qui per Tribbio.
Sentiero Escursionistico
La grotta dei frati
(Durata: 3 ore),
una suggestiva passeggiata nel bosco che porta all'antico eremo dei monaci Clareni. La grotta, di origine carsica, è posta sul versante sud del Monte Fiegni, a circa 600 metri di altezza, in corrispondenza di una parete rocciosa a picco sulle Gole del Fiastrone. Già luogo di preghiera dei Benedettini, dal '200 fu abitata dai monaci Clareni, dissidenti dell'ordine francescano, che vi costruirono una piccola chiesa, dedicata prima a Sant'Egidio e successivamente detta "Santa Maria Maddalena de Specu'. Per il prosciugamento della sorgente o, forse, per la soppressione delle piccole comunità, i frati furono costretti a lasciare la grotta nel 1652.
All'esterno della grotta sono visibili i ruderi degli antichi ricoveri dei frati. All'interno é costituita da una cavità centrale che si allarga sulla destra, dove si erge la cappellina costruita dai frati, con arco ogivale e fronte cuspidata. E' a pianta quadrata, con volta a crociera divisa da quattro costoloni in cotto. La caverna continua dietro l'edicola, alzandosi e poi restringendosi, per divenire impraticabile; i resti di mura fanno pensare che anche questa zona fosse abitata. A sinistra dell'ingresso vi é un rude altare di pietra e, di fronte, una caverna più piccola che serviva come cisterna.
Le Gole del Fiastrone
(Durata: 5 ore),
un'escursione, mediamente impegnativa, nel suggestivo paesaggio delle Gole del fiume Fiastrone e del lago della Regina, di notevole interesse naturalistico. L'itinerario attraversa delle fitte leccete (vegetazione di tipo mediterraneo, adattabile ad ambienti rupestri caldi) a cui si affiancano nelle zone più umide (impluvi) esemplari di Carpino nero, Ornielli, Acero Minore (Orno-Ostrieto), Corniolo e rari esemplari di Sorbo montano e Ginepro.
E' possibile inoltrarsi tra le stupende pareti di roccia camminando nell'acqua munendosi di stivali o di un cambio di scarpe asciutte.
Le Lame Rosse
(Durata: 5 ore),
L'escursione si snoda lungo il versante sud-est del Monte Petrella (1092 m.s.l.m.) ad una quota di circa 800 m. L'itinerario segue parallelamente ma ad una quota maggiore il sentiero che conduce alla Grotta dei Frati ed alle bellissime Gole del Fiastrone. Percorrendo un comodo sentiero, dopo circa 2 ore di cammino si arriva al Fosso della Regina ed ai pinnacoli ghiaiosi delle Lame Rosse, bellissimo esempio di erosione da parte delle acque meteoriche, del gelo e del vento su depositi ghiaiosi cementati.
Dal punto di vista geologico il percorso attraversa inizialmente la Formazione della Scaglia Rossa e poi procede lungo balze e cengie rocciose costituite da calcari micritici biancastri appartenenti alla Formazione Giurassica della Maiolica. Quest'ultima, unitamente alla Formazione del Calcare Massiccio (che si rinviene a quote maggiori) è sovrascorsa al di sopra delle più recenti formazioni del Gruppo delle Scaglie in seguito ad imponenti fenomeni tettonici che fanno delle Gole del Fiastrone uno dei più bei esempi di sovrascorrimento presenti nel territorio del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.



















